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ECONOMIA
30 novembre 2006
ISLANDA PAESE PIU' RICCO d'EUROPA. MA quanto POTRA DURARE LA FLORIDITA' ECONOMICA?
L'Islanda è il paese europeo che, unico, segna una vera e propria crescita economica. Da sempre isolata, da sempre costosa, l'Isola adesso segna i passi più avanti. Difficile e facile allo stesso tempo l'analisi, anche se potrà apparire sempre approssimativa. Come mai l'Islanda in crescita è la più ricca d'Europa? Sicuramente la difficoltà della sua economia nei decenni scorsi, fa si che oggi, con un movimento all'innalzamento registri, rispetto alla piatta calma degli altri Paesi, una curva sensibilmente migliore. Di poi, l'indice del risultato territorio, ambiente, popolazione. Con indici molto radi, sembra che (si guardi anche la Nuova Zelanda) tale sistema demografico e sociologico faciliti, in tempi di globalizzazione, sviluppo e crescita, soprattutto perchè in tali casi sono fortmente in ribasso problemi invece noti alle aree fortemente urbanizzate e metropolitane d'Europa. L'Espresso, questa settimana, indaga sul fenomeno Islanda. Di certo sembra che in tempi di economia assoluta, la crescita economica vada soprattutto a quei Paesi che hanno vissuto maggiore carenze nel passato. Per gli altri Paesi, con sistemi industriali e infrastrutturali ordinati nei decenni (e talora ancora risultato del boom di 40 anni fa), è più difficile un balzo in avanti. Se ricordiamo bene, anni fa si parlava del fenomeno Norvegia e Finladia, paesi addirtittura con picchi di avanzo pubblico, ossia di un sistema di drenaggio fiscale migliore del PIL e delle uscite.
La realtà, però, sembra anche massificare i dati. Nell'economia che ormai ci caratterizza, le fasi di balzo in avanti, di forte crescita, seppur ben salutate, difficilmente resistono come ogni cosa; resistono, poi, invece, forme di saturaizone, di stagnazione e l'introduzione in ciclo di un sistema più complesso che porta l'economia ad essere stabile, ad aumentare i costi, a cambiare le condizioni di vita, di consumo e di denaro. A ciò, sembra seguire ormai la stagnazione, le varie fasi up e down, in un grafico che pressochè è molto simile fra i paesi. Forse, un rilancio forte della più generale economia europea potrebbe essere dato dalla diminuzione verticale dei consumi e importazione di petrolio, e allo stesso tempo di un'economia dell EUro  che non se non riesce, per accordi bipartisan, a superare nel commercio il Dollaro, possa diventare comunque la moneta dello scambio commerciale con l'ASIA. Se così fosse, un colpo grosso potrebbe essere davvero in costruzione.



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SCIENZA
27 novembre 2006
SE UsaSSimo L'EOLICO in MODO DiffuSO; RisparMiEREMMO 24MiliARDI di EURO l'ANNO.
In Italia, risparmieremmo 24miliardi di euro l'anno se sviluppassimo in modo serio l'energia eolica. Lo rileva l'Associazione Italiana per l'Energia del Vento. In questo modo, L'Italia non solo potrebbe sviluppare e implementare energie alternative, ma potrebbe dare un serio controllo al costo nazionale del petrolio e all'importazione del greggio. Mettere su, con studi seri di compatibilità ambientale, un sistema di Energia Alternativa a partire dall'eolico andando a sviluppare sempre di più l'intero ciclo energetico, darebbe al nostro Paese la possibilità di affrancarsi dal petrolio, diminuire i tassi inquinanti di Co2, e aumentare le energie alternative. Stessa cosa sarebbe per i pannelli solari e il fotovoltaico.
http://www.fonti-rinnovabili.it/
index.php?c=news&tp=an&pg=3



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politica interna
19 novembre 2006
FINAZIARIA; PASSA IL MAXIEMENDAMENTO, POI VOTO DI NUOVO ALLA CAMERA E AL SENATO, L'ITALIA PUO' FARCELA A RISALIRE (ecco alcuni dettagli)
L'Italia puo' farcela a risalire la china. La manovra finanziaria che è scesa a 33,7 miliardi di euro tiene comunque le basi consolidatte. Passato il Maxiemendamento, oggi di nuovo voto alla Camera poi al Senato. Il progetto di riequlibrio fiscale, di riduzione del debito pubblico e del rilancio della prospettiva del Paese puo' farcela. Il Centro-Destra dopo il disastro nelle Casse dello Stato, perpetuato in 5 anni di profondo malgoverno, annaspa. Berlusconi, cerca nei Senatori a vita l'elemento deterrente per il voto al Senato. Ma presumibilmente non ce la farà.
Ma vediamo alcuni dati salienti della manovra finanziaria, a partire dalla nuova suddivisione delle aliquote IRPEF (che finalmente sembra più equa)- l'imposta sulle persone fisiche cambia volto: le aliquote salgono a 5, le deduzioni dall'imponibile vengono sostituite dalle detrazioni d'imposta. Le nuove aliquote sono 23% fino a 15.000 euro, 27% tra 15.000 e 28.000 euro, 38% tra 28.000 e 55.000 euro, 41% tra 55.000 e 75.000 e 43% oltre i 75.000 euro. La nuova Irpef, tenendo conto della trasformazione delle deduzioni in detrazioni e degli aumenti degli assegni familiari, determinera' un vantaggio per i lavoratori dipendenti con un reddito fino a 40.000 euro, i pensionati fino a 35.000 euro e i lavoratori autonomi fino a 32.000 euro. Nel dettaglio avranno un vantaggio l'89 per cento dei dipendenti con solo coniuge a carico, il 94 per cento dei pensionati e l'85% degli autonomi.
COSTO LAVORO -per le imprese arriva una riduzione del cosiddetto cuneo fiscale per un importo complessivo di circa 2,45 mld per il 2007, di 4,41 mld per il 2008 e di 4,68 mld per il 2009. Il taglio viene effettuato attraverso l'esclusione dalla base imponibile Irap dei contributi per le assicurazioni obbligatorie contro gli infortuni, le spese per gli apprendisti, le spese per il personale assunto con contratti di formazione lavoro i costi per il personale addetto alla ricerca. Inoltre, ad esclusione di banche, assicurazioni e imprese che operano in concessione e a tariffe nei settori dell'energia, dell'acqua, delle tlc, viene prevista una deduzione di 5.000 euro per ogni lavoratore a tempo indeterminato.

BOLLO AUTO-
dal prossimo anno circa il 90% degli automobilisti paghera' di piu' per il bollo auto. Sono esclusi dal ritocco i possessori di veicoli meno inquinanti 'Euro4' e 'Euro5', mentre per quelli di grossa cilindrata con una potenza superiore a 100 kw arriva il superbollo per i kw eccedenti tale tetto. Per una vettura di media cilindrata l'aumento varia da 8 a 15 euro. L'aumento scende a 1,77 euro al kw per le auto 'Euro 1', a 1,62 euro al kw per le 'Euro 2', a 1,47 euro al kw per le 'Euro3' e a 1,29 euro al kw per le auto 'Euro4'.
TAGLI AI MINISTERI -Taglio delle spese di tutti i ministeri, fatta eccezione per la protezione civile e le universita'. Il contenimento della spesa e' quantificato per il 2007 in 4,5 miliardi di euro e corrisponderebbe a circa il 14% delle spese
PRONTO SOCCORSO- TICKET OSPEDALIERI: Il ticket per gli intreventi di pronto soccorso codificati come codici bianco e verde viene fissato a 25 euro.  Esenti al di soto dei 14 anni e gli esentati dal Servizio Sanitario Nazionale.
STIPENDI PRESIDENTI ENTI - Per le aziende ex municipalizzate viene stabilito che i compensi del presidente e dei componenti del cda non potra' essere superiore al 70% delle indennita' che spettano al sindaco e al presidente della provincia dell'ente avente maggiore popolazione.
ASILI NIDO: Cento milioni di euro, per i prossimi 3 anni, andranno alla realizzazione di un piano per lo sviluppo dei servizi socio-educativi.
NON AUTOSUFFICIENTI: Nel 2007 saranno stanziati 100 milioni di euro per il fondo non autosufficienti.
ADDIZIONALE IRPEF E TASSA SCOPO: Via il blocco dell'addizionale e aumento dell'aliquota Irpef, che dallo 0,5% sale allo 0,8%. Cosi i comuni potranno contare su una maggiore autonomia dal punto di vista dell'imposizione fiscale. Sempre per i comuni viene istituita la tassa di scopo. Potra' essere introdotta allo scopo di finanziare fino al 30% della costruzione di nuove opere. L'imposizione non si applichera' ai redditi inferiori a 20.000 euro.






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SCIENZA
17 ottobre 2006
BIOENERGIA: dalle BARBABIETOLE ALL'IDROGENO. Non C'E' più tempo per i "se" e per i "ma"
Credo che non ci sia più molto tempo per togliere persone e Stati dal giogo del petrolio, e dalla sua pervicace economia, come da altre tipologie di "schiavismi" che si celano dietro la globalizzazione (basti pensare alla raccolta della gomma in Africa). Secondo me non c'è molto tempo. Indipendemente da tutto ciò che potrà decidere l'OPEC, o chi per essa, il Petrolio non è destinato a cessare perchè si esaurisca,ma perchè i suoi costi di estrazione, in capitale moneta e in capitale risorse umane, è ormai troppo elevato. Le energie rinnovabili e biologiche non sono, quindi, più un optional radical-chic, semmai un'esigenza di riportare l'economia mondiale a livelli equilibrati, anche l'economia occidentale che ne soffre e ne potrebbe soffrire sempre di più in disoccupazione e allargamento della forbice sociale. E' necessario, quindi, che tutti si sia al massimo consapevoli di cosa sia, e cosa comporti non affrontare in modo serio, e di qui (anche mediando) andare verso un sistema che trasformi energia ecologica, e si traduca anche in beneficio sociale e di capitale per gli Stati che di energia sono scarsi. Parlare di etanolo per le auto, derivato chimico da  vegetali  (sul quale dovrebbero intensificarsi le ricerche per diminuire l'energia necessaria alla sua lavorazione) o ai gas compressi, al fotovoltaico con diminuzione dei costi- cercando dei conduttori diversi dal silicio - e riciclando materiale plastico, o all'idrogeno, si puo' fare. Eccome. Addirittura GArdini, alla fine degli anni Ottanta lo aveva annunciato, come oggi BIll Gates si sta prodigando ad acquistare aziende che producono etanolo per autotrazione; una questione sia ecologica, sia di profitto ci sara'? Ben venga,allora, questo profitto e questo capitalismo sociale, per dirla alla tedesca, se ne beneficiano la maggior parte dei cittadini e degli Stati. E non ci dilunghiamo, in modo tenebroso, a dire NO ai termovalorizzatori, quando oggi lo stato di efficienza è alto, o ai gassificatori. E non diciamo NO, o timidamente SI, alle ABITAZIONI ECOCOMPATIBILI. Andiamo con forza su questo versante. Con qualche annotazione-
Qualche nozione di chimica
I biocombustibili sono idrocarburi ottenuti dalla lavorazione di materie prime vegetali. Sono in forma liquida (etanolo o biodiesel) o gassosa (idrogeno e biogas). Quelli in forma gassosa non sono ancora diffusi perché non possono essere usati dal parco auto in circolazione e necessitano di una specifica rete di distribuzione. Pertanto, nella nostra discussione ci limiteremo ai soli biocombustibili in forma liquida, che invece hanno una penetrazione non trascurabile e, soprattutto, crescente.
L’etanolo è ottenuto attraverso la fermentazione degli zuccheri ricavati da qualunque materia prima vegetale che contiene o che può essere trasformata in zuccheri, come l’amido e la cellulosa. La produzione di etanolo da cellulosa è però ancora in fase sperimentale. Il biodiesel è prodotto invece a partire da oli vegetali (di colza o di palma), dagli oli di scarto e dal grasso animale. Entrambi possono essere usati allo stato puro o ad alta concentrazione solo in motori modificati o espressamente concepiti. Tuttavia, miscele a bassa concentrazione, come l’E10, con il 10 per cento di etanolo e il 90 per cento di benzina, o il B5 e il B20, rispettivamente composte da 5 per cento e 20 per cento di biodiesel miscelato a diesel fossile, sono invece immediatamente utilizzabili dalle auto già in circolazione e, difatti, sono disponibili nella rete di distribuzione di numerosi paesi.
 

I vantaggi

I sostenitori dei biocombustibili ritengono che dalla diffusione di bioetanolo e biodiesel si ottengano tre vantaggi: maggiore sicurezza energetica per la minore dipendenza dai paesi produttori di petrolio, ridotto impatto ambientale (in termini di emissioni di CO2 e di gas nocivi) e, in Europa, un più razionale impiego delle terre coltivabili. Il tutto risparmiando: l’Economist sostiene che con un prezzo del petrolio a 50 dollari al barile i biocombustibili sono più economici della benzina e del diesel, anche scontando i sussidi di cui godono. (1)
Dunque, una fonte energetica a buon mercato, pulita, economica, rinnovabile: garantirà la serenità dei prossimi decenni? Come spesso accade, la risposta è in parte sì e in parte no. Proviamo a capire innanzitutto se i vantaggi sono effettivamente tali. E, ben più importante, se i biocombustibili sono un’alternativa valida o, quantomeno, un complemento sostanziale dei combustibili fossili nel medio-lungo periodo. È questo, secondo noi, il vero nodo da sciogliere.
Iniziamo dai vantaggi ambientali. L’uso dei biocombustibili comporta una marcata riduzione delle emissioni di CO2, responsabili dell’effetto serra: il britannico Defra (Department of Environment, Food, Rural Affairs) stima che nel ciclo di vita di una tonnellata di biocombustibile si producono 0,9 tonnellate di CO2 contro le tre tonnellate prodotte da benzina e diesel. La CO2 rilasciata durante la combustione, infatti, è stata sottratta dall’atmosfera al momento della crescita del vegetale, avvenuta mesi e non milioni di anni prima. Tuttavia, a parte l’etanolo derivato da cellulosa, direttamente impiegabile come combustibile, il ciclo non è completamente chiuso per l’energia necessaria nel processo di trasformazione. I biocombustibili generano inoltre minori emissioni di monossido di carbonio, anidride solforosa e particolato rispetto alla benzina e al diesel.
I vantaggi sono quindi reali e immediatamente percepibili. E, nell’ambito delle strategie per il rispetto del protocollo di Kyoto, la
Commissione europea si è impegnata a sostituire il 5 per cento della domanda di combustibili fossili per autotrazione con biocombustibili. Per ottenere questo risultato ha previsto agevolazioni fiscali e sussidi e ha permesso coltivazioni per biocombustibili su quel 10 per cento delle terre arabili che la Politica agricola comunitaria vieta di usare per raccolti alimentari.

Comunque tutto ha un costo, va compreso quello reale che ricade sulla società. Di certo il ciclo del petrolio, a meno che le economie occidentali non vogliano soccombere, è chiuso. Si vada presto e con la necessaria efficacia scientifica a lavorare sulle Bioenergie e si agevoli quanto più possibile qualsiasi forma, privata e pubblica, di incentivo al rispetto dell'ambiente e alla realizzazione di nuovi volani economici.
Ma c'è comunque bisogno sempre di saperne di piu' vedi questi link
http://www.lavoce.info/news/view.php?id=40&cms_pk=1719&from=index
http://www.technologyreview.it/index.php?p=article&a=671




permalink | inviato da il 17/10/2006 alle 22:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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Manca l'animo a chi esequisce, o per riverenza, o per
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 (Discorsi sopra la Prima Deca di Tito Livio
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