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POLITICA
6 novembre 2006
RIFORMISMO, SOCIALDEMOCRAZIA, LIBERALITA'; MA dov'E'? Ma QUAndo?
Di Riformismo, di socialdemocrazia se ne parla in eccesso. Direi. Di accorpamenti di partiti se ne parla ugualmente in eccesso. Quello che più sembra evidente, invece, è l'accanimento da una parte verso alcuni partiti politici del centro sinistra, e dall'altra la mancanza di progetto politico, di modello di società. Un progetto non si scrive solo in un documento di programma di Governo. C'è bisogno di cultura, di vera cultura riformista, progressista, di incisività sociale, di cambiamento; c'è bisogno di osare, cosa che in questo Paese avviene di rado, e quando avviene tende poi ad immobilizzarsi poco dopo. La realtà sembra di nuovo totalmente diversa; partiti politici che sembrano chiudersi a riccio, società convulsa fra aggressione al consumo, vita di tutti i giorni, e antagonismo. Poi, ti guardi e vedi clamorosamente come in questo Paese manchi l'equilibrio, e quella "normalità" tanto citata che non s'avvera. Devi chiedere consulto e indulto, in questa Italia che di Riformismo ha ben poco, e che non riesce a farlo, non riesce a tradurlo nei fatti perchè non riesce a cambiare. E' un Italietta come sempre, che vivacchia, che s'alza la mattina con la solita "pallocrazia" della consuetudine dei gesti mentre vede arricchirsi i ricchi e impoverirsi i poveri. Ma il riformismo dov'è ? Un'Italia beffarda accompagna questo "basso impero" e il sogno davvero illuminante di un vero e reale riformismo sembra sempre annebbiato. Si, perchè questo Paese o fa il Destro qualunquista o fa il manicheo antagonista; gli manca la virtù della medianeità, del sapere e conoscere, del vivere davvero facendo si che la forbice sociale si accorci, che la società tenda all'uguaglianza economica nel rispetto della diversità di pensiero. Ma dov'è il Riformismo, quello vero. Se qualcuno l'avvicina, lo dica; che forse siamo in molti a volerlo, per cacciare antichi malodori che si fanno nauseabondi.



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SOCIETA'
20 ottobre 2006
ITALIA, solo il 52 % SA USARE UN PC- ALTRO CHE FINANZIARIA !! IL PAESE E' CLAMOROSAMENTE INDIETRO.
I dati sono preoccupanti e fanno emrgere quel che è da sempre l'ITALIA. Solo il 52 % della popolazione attiva sa usare il PC, e soprattutto tutte le possibilità che il PC ha, software, applicazioni etc..., senza parlare del Pubblico che non sa spesso  cosa sia un editor web o un programma Adobe. Il ritardo è clamoroso e si accompagna ad altri dati, del tutto contrari. L'uso ad esempio dei telefoni cellulari che in Italia ha dati esagerati, come le vendite e soprattutto, in difetto di conoscenze appropriate di PC- le persone chiedono sempre di più di usare il telefono come una sorta di notebook spesso senza sapere neppure come fare il download di un'applicazione. Un dato contradditorio, invece, è l'aumento della banda larga, l'anno scorso è aumentata del 35 %. Ma sempre all'interno del 52 % di persone che sanno usare il PC, o meglio in un segmento di questo 52 %. Il restante 48 % è all'oscuro, vive nella penombra di qualsiasi tencologia comunicativa e lavorativa.
Il ritardo clamorso, secondo attenzioni estere, non può portare l'Italia ad essere un paese avanzato o effettivamente moderno, venendo a mancare del tutto la conoscenza e l'uso basilare di strumenti interattivi veri e propri che, oggi, comunque fanno parte assoluta dell'economia.
In pochi, ad esempio, riescono a capire cosa possa significare l'uso di SKYPE per telefonare e togliere la linea con canone di un gestore telefonico; pochi ne hanno utilizzo, e pochi comprendono che un PC in casa è effettivamente uno strumento essenziale, non opzionale.
MA perchè questo ? le domande sono molte. Diciamo che c'è una parte del Paese, di persone che lavorano e che sono ormai abituate a non usare niente di innovativo, comunque il tutto è garantito, ossia posto di lavoro, stipendio, scatti di carriera etc..., magari  anche senza sapere usare la posta elettronica. E' ovvio, che questo comporta clamorosamente un ritardo effettivo del nostro Paese, al quale ci accompagna l'abitudine, italiana, di non rispondere. Avete provato mandare i curriculm vitae alle aziende italiane o enti pubblici ? Nessuno risponde. Provate a farlo in un Paese Europeo avanzato, e vedrete già la differenza.



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