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willard
SOCIETA'
9 settembre 2008
Revisionismo storico... cerchiamo di essere piu' chiari
Revisionismo storico, appunti di storia qua e la, ricordo della resistenza e ricordo della Repubblica di Salò, un Ministro che, non proprio in punta di piedi, riecheggia toni maldestri della Rsi. Tempo fa presi un'accesa discussione, per definire, secondo la mia opinione che la Guerra di Liberazione italiana aveva avuto in seno anche alle stesse diverse compagini partigiane atti di efferatezza, dovuti allo stesso clima di una guerra civile, qual'era. Insomma, dissi a chiare parole che anche la guerra partigiana, fin troppo mitizzata (questo lo ha detto anche Guccini) ha avuto i suoi momenti tristi e infelici, come, putroppo ogni organizzazione umana, non certo poi cosi' strutturata e organizzata come si pensa. Nelle file dei partigiani ci furono uomini coraggiosi e politicizzati, ma ci furono anche "disperati" che si aggregavano, in quanto non avevano niente. Si ricordano fatti non splendidi; l'uccisione di partigiani da parte dei loro stessi comandanti perchè magari avevano "rubato" una bottiglia di vino (fatti storici, non novelle). Nella stessa discussione dissi a chiare lettere che anche alle elezioni del 1946, quelle per la costituente, la vittoria della DC fu un fatto salvifico che liberò l'Italia dalla balcanizzazione e dalla continuazione della Guerra civile; l'atto di Togliatti fu ugualmente salvifico; da statista comprese prima di altri che senza un atto che avesse teso a chiudere davvero il ventennio, l'Italia sarebbe caduta in un'imperitura disgrazia, appunto la balcanizzazione. Nonostante ciò, rimaneva ovviamente la cruda e definita condanna al fascismo e alla RSI. Ma, affermavo, ad anni di distanza dovremmo avere il coraggio di riflettere su tutto con obiettività. La cosa non fu presa bene; anzi. Nel prevalere ideologico, scomparve il dialogo. Oggi, la condanna resta ferma e assoluta al fascismo, ma come dissi allora, per me resta ferma la condanna anche al comunismo, senza "se" e senza "ma". Sistemi simili, in cui non va assolutamente confuso col comunismo la teorizzazione marxiana, tutt'altra cosa anche se per alcuni aspetti totalmente fallace nella dichiarazione della "dittatura del proletariato". Al di là di questo; cosa resta di tutto questo. Resta a mio giudizio che l'apologia sia del Comunismo sia del Fascismo, sono uguali e di pari passo; si limitino, dunque, le giustificazioni. Il Ministro La Russa, da buon fascistoide siciliano (di quelli che raccontava Sciascia) sa ben poco della Linea Gotica e di cosa fu. Sa ben poco dei seicentomila militari italiani portati in Germania perchè non aderirono alla RSI. Certo che anche chi si dichiara Comunista oggi, sa ben poco delle FARC, e della inaudita violenza che usano. E su questo, non c'è tollerabilità giustificatoria. Il revisionismo storico arriva sempre; lo è stato anche per la rivoluzione francese. Inutile negarlo; è che questo deve esser fatto con precisione e non con faziosità. Difficile compito ! Ma se condanno fermamente il Ministro La Russa, permettetimi, condanno anche tutti coloro che si richiamano al trotskismo, o a esagitazioni varie. Nè fascismo, nè comunismo. La mia ragione è libertaria e umanitaria; egalitè, libertè, humanitè.
Un ricordo, per chi difetta a volte, nell'analisi storiografica; il PCI nel' 46 prese meno voti del PSIUP- rifletta, quindi, a partire da questo semplice dato chi si vuole immergere in un'analisi, che non si puo' fare avendo letto uno o due libri di storia. Non solo; le future generazioni vorranno sapere più della loro costituzione e della loro Repubblica, scevra però dei forzosi ideologismi.



permalink | inviato da willard il 9/9/2008 alle 10:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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